Best practice nel mobile commerce | soddisfare il consumatore con contenuti e usabilità

mcommerce1 302x500 Best practice nel mobile commerce | soddisfare il consumatore con contenuti e usabilità

Il mobile commerce è un trend ormai consolidato, che diventa ogni giorno più rilevante. Secondo i dati Forrester Research (gennaio 2011), gli acquisti via telefono cellulare potranno valere 31 miliardi di dollari già nel 2016: per i consumatori è sempre più naturale cercare informazioni su un prodotto tramite iphone, confrontare i prodotti e, infine, comprare. La stessa ricerca evidenzia come più del 20% degli utenti iPhone o Android abbia utilizzato un’applicazione per lo shopping.

Le possibilità di implementare un mobile-commerce sono essenzialmente tre:

  • mobile commerce come naturale estensione dell’e-commerce su web
  • mobile commerce SFA (sales force automation) per l’aumento della produttività della rete commerciale
  • mobile commerce come supporto alla vendita in-store

Il primo caso (estensione dell’e-commerce web) è certamente il più comune, visto anche il valore complessivo delle transazioni realizzate tramite e-commerce (delle quali il 7%, a tendere, proverrà da mobile). Il problema da affrontare è, essenzialmente, un versioning della piattaforma e-commerce, affinchè sia funzionante (e anche usabile) su schermi di dimensioni ridotta e su schermi touch che che fanno uso di movimenti come lo swipe o le multi-touch gesture.

Un esempio di soluzione è lo store di Salvatore Ferragamo (http://www.ferragamo.com), visibile da browser e realizzato in Adobe Flash, ma raggiungibile da iPad con un’interfaccia completamente diversa in HTML5. Poco prima dell’adozione della soluzione da parte di Ferragamo, un’analisi effettuata sugli ad del NY Times ha mostrato che una parte consistente della clientela interessata all’acquisto vi rinunciava poiché non atterrava su un sito ottimizzato per l’acquisto da iPhone.

Il mobile-commerce, però, offre delle possibilità che vanno oltre la vendita b2c: nella nostra esperienza (Xenesys), piattaforme di vendita mobile sono state utilizzate in modo estremamente efficace anche come strumento di rinforzo della rete vendita, che può piazzare gli ordini direttamente da iPad, o addirittura, come supporto in-store.

Importanti realtà del fashion utilizzano l’applicazione per mostrare ai clienti tutte le caratteristiche del prodotto, anche se non disponibile in store, così da poter vendere anche oggetti che non sono in stock al momento, per ragioni logistiche o di opportunità economica.

Il secondo e il terzo caso sono sicuramente più eleborati e dipendenti dalla realtà del cliente. Le opzioni sono diverse: è possibile rispondere alle necessità dell’azienda (necessità di lavorare offline, bisogno di integrazione con i sistemi informativi del cliente, flessibilità, scalabilità) con un’app nativa o con una web app.

Si tratta sicuramente di un argomento da tenere d’occhio, molto rilevante per il cliente (che dà per scontata l’accessibilità di tutti i contenuti da mobile) e nel quale le best practice sono ancora poche.

(fonte: http://www.forrester.com/rb/Research/mobile_commerce_forecast_2011_to_2016/q/id/58616/t/2)




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