Il sistema di BI | progettazione e gestione della conoscenza

 Il sistema di BI | progettazione e gestione della conoscenza

In un nostro recente post, abbiamo discusso di come oggi contesti di business dinamici richiedano risposte altrettanto dinamiche. A tale scopo emerge la necessità di un nuovo modo di pensare e progettare i sistemi di Business Intelligence, in modo che siano in grado non solo di processare una grande quantità di dati, ma anche di offrire un nuovo approccio metodologico di knowledge management.
 

L’impostazione secondo noi vincente mette in relazione funzioni aziendali (vendite, marketing, finanza, controllo di gestione, personale, ecc.) che generalmente, all’interno di un’azienda, vivono di vita propria. Questo perché l’impostazione funzionale (e anche tecnologica) di ciascuna area si è sviluppata in tempi diversi e allo scopo di rispondere a esigenze differenti. Per di più i sistemi informatici, non solo di reporting, in uso nelle diverse aree sono basati, nella stragrande maggioranza dei casi, su tecnologie eterogenee. Quello che manca oggi è, dunque, una visione unitaria dal punto di vista funzionale e tecnologico delle varie aree aziendali, giustificata nella pratica dalle complessità che ognuna inevitabilmente comporta al momento della sua introduzione nell’impresa. Questo è particolarmente vero per le imprese a rapida crescita, dove la tempestività nell’azione è un elemento fondamentale.
 

Knowledge Information Flow
 

La tendenza nelle aziende, oggi, è quella di privilegiare la dimensione operativa dei sistemi enterprise, come il Customer Relationship Management (Commerce), l’ERP System Management (Operations) e il Web Network Management (Marketing), trascurando spesso, o quasi sempre, la dimensione strategica. È come se chi opera in ciascuna area  agisse autonomamente, preoccupandosi solo di stabilire canali di trasmissione dell’informazione tra mondi diversi.
 

La tecnologia informatica ha operato molto sul concetto di comunicazione tra applicazioni, concependo architetture finalizzate al superamento dei cosiddetti “silos informativi”, ovvero aree contenenti informativa aziendale isolata, e portando a rilevanti investimenti sul fronte degli interscambi informativi basati sui protocolli SOAP e sulle architetture SOA. Ciò che si è creata, quindi, è una visione piatta dell’intero sistema informativo, dove tutto parla con tutto di qualsiasi cosa, come se la capacità di interscambio dell’informazione elementare costituisca di per sé la soluzione conclusiva al problema della razionalizzazione della conoscenza presente in azienda. Il risultato è una comunicazione superficiale basata più sulle esigenze operative che sui contenuti informativi.
 

Un nuovo modo di concepire la Business Intelligence
 

Generalmente la BI viene vista come la punta di una piramide informativa all’interno dell’azienda, oppure come un processo parallelo alimentato dai sistemi operativi aziendali. Quello che è opportuno concepire è una visione costituita dalla totale integrazione tra il sistema di monitoraggio e di controllo aziendale e i sistemi operativi, ovvero una concezione della BI come sistema informativo autonomo, che riceve e trasmette informazione ai software applicativi, attuando appieno il concetto di “motore di trasformazione di dati in conoscenza“.
 

Progettare un nuovo sistema di BI, che non è da intendersi come sinonimo di controllo di gestione o ERP, significa realizzare un sistema software autonomo in grado di adattarsi al mutamento alla stessa velocità dell’azienda, e anzi, anticiparne virtualmente i mutamenti così da consentire al management la valutazione di scenari di decisione alternativi. In sostanza, si costruiscono dei modelli virtuali di business che utilizzano scenari what-if (strumento operativo e concettuale usato per valutare l’azione del management in funzione del mutare dei parametri sensibili all’interno di modelli limitati), coordinandoli tra loro e gestendo relazioni complesse tra questi, fornendo risposte a domande che mutano continuamente. Quello che configura, quindi, è una netta separazione tra sistemi, che agiscono in parallelo e si integrano continuamente: quello ERP, che consente all’azienda di operare, produrre e vendere in modo razionale ed economico, quello BI, che consente al management di governare l’impresa.

 

Giorgio Moresi | Top Client Solution Manager & BI Managing Director




Lascia un Commento