Pensieri BI | definizione di una metodologia strategica

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Quando l’esperienza e la capacità analitica di esperti raggiunge un punto ideale di massima tensione, si generano pensieri e considerazioni più profondi e lungimiranti su modelli e approcci da utilizzare.

Sono nate così le riflessioni di Giorgio Moresi, uno dei massimi esperti in Italia di Business Intelligence e direttore BI di Xenesys.

Questo è il primo di una serie di contributi di Giorgio sul tema, che seguiranno nelle prossime settimane e che cercheranno di fare chiarezza su una filosofia tecnologica complessa e articolata, ma anche ricca di opportunità per coloro che ne sanno comprendere la reale portata strategica.

Che cos’è la Business Intelligence?

“Per Business Intelligence si intende un insieme di processi aziendali per raccogliere e analizzare informazioni strategiche; la tecnologia utilizzata per ottenere questi processi; le informazioni ottenute come risultato di questi processi.”
Hans Peter Luhn, ricercatore IBM, 1958

La gestione della conoscenza nelle organizzazioni complesse costituisce da tempo uno dei più rilevanti rami di ricerca e innovazione in ambito informatico. La sua evoluzione è stata per lo più affrontata in termini tecnologici, ritenendo che fosse sufficiente consentire l’interazione tra le informazioni per realizzare sistemi ad alto valore aggiunto, capaci di dominare la conoscenza presente nell’organizzazione e finalizzando quest’ultima a obiettivi strategici e operativi. In questo contesto, l’illusione di efficienza è data dal fatto che, con l’informatica, è possibile ottenere risposte a domande altrettanto semplici, dove la complessità sta solo nella dimensione dei grandi volumi gestiti e non nell’intelligenza del modello gestito.

Affrontare il tema del knowledge management significa, quindi, affrontare la questione della gestione dell’informazione nelle organizzazioni, un campo di ricerca non solo appannaggio di informatici, ma anche (e soprattutto) di architetti della conoscenza che aiutano le imprese a costruire percorsi di consocenza non tradizionali e a interpretare i dati in modo nuovo. In sintesi, forniscono strumenti concettuali, tecnologici e operativi basati su nuove logiche per meglio gestire il business aziendale.

Ecco alcuni quesiti di base per comprendere meglio la filosofia che sottosta la Business Intelligence:

  • Chi la usa? Tutti coloro che in un’organizzazione necessitano di informazioni per prendere decisioni.
  • A cosa serve? Per conoscere la realtà in cui si muove l’organizzazione e disporre di una base informativa sufficiente per condurla razionalmente e coerentemente nella direzione strategica desiderata.
  • Quali strumenti utilizza? Estrattori di dati, analizzatori statistici, dashboard, report, qualsiasi strumento in grado di reperire ed elaborare informazioni sul funzionamento e sui risultati conseguiti dall’organizzazione e di proiettarli nel futuro.
  • Come si misurano i risultati? Valutando il valore aggiunto creato nell’organizzazione dalla conoscenza di informazioni di complessità e numerosità tale da renderne impossibile l’analisi effettuata su basi soggetive.
  • Quali benefici? La conoscenza e la capacità di assumere decisioni su basi oggettive, con consapevolezza e raziocinio. Non si delega la strategia alla tecnologia, ma le persone mantengono piena autorevolezza decisionale, delegando agli strumenti informatici solo gli aspetti legati al calcolo e alla raccolta dati.

 




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