Pitti Uomo 84: solo fashion, niente tech

IMG 3448 Pitti Uomo 84: solo fashion, niente tech

Si è concluso venerdì 21 giugno il Pitti Uomo 84, la rassegna internazionale dedicata al menswear e alle tendenze fashion della prossima stagione primavera/estate, che due volte all’anno (gennaio e giungo) porta l’eccellenza della moda mondiale a Firenze. E non potevamo certo mancare all’evento, per incontrare i nostri clienti in uno dei momenti più significativi della stagione. Tra innovazione e creatività, a trionfare sono state le collezioni, vere protagoniste dell’iniziativa; poca la tecnologia presente negli stand.

I numeri del Pitti

L’allestimento, gli eventi, una presenza massiccia di buyer e stampa internazionale (con oltre 30.000 visite in totale, di cui 7.700 buyer internazionali): tutto in fiera esprime la grande ricerca e la tensione del settore verso una moda e lusso rinnovati negli stili e nelle forme rispetto all’anno precedente. I nuovi trend orientati non solo dai grandi brand, ma anche da una moltitudine di aziende emergenti che hanno cercato di mettere in evidenza il proprio concetto di moda maschile.

 Tanta moda, poca tecnologia

Ma in tutto questo groviglio di gente cool, scenografie sontuose, ispirazioni e tendenze, è mancata la tecnologia. Molte aziende del fashion retail si contraddistinguono, oltre che per le collezioni, anche per le scelte tecnologiche che adottano in negozio, nella catena produttiva o per la logistica. Poche installazioni di digital signage, pochissimi esempi di QR code e nessun brand che abbia implementato soluzioni di realtà aumentata. L’assenza della tecnologia è stata soverchiata dall’eleganza degli stand e dalla qualità dei materiali, lasciando alla bellezza delle forme e alla capacità personale di tessere relazioni il ruolo da protagonista. I pro e i contro di questa scelta lasciamoli agli esperti del settore, quello che emerge chiaramente, invece, è la sensazione di aver perso un’occasione importante di innovare anche nel modo di reinterpretare la moda con nuovi codici presi in prestito dalla cultura digitale.

Un’occasione persa?

Il lusso e la tecnologia si stanno sempre più avvicinando, contaminandosi a vicenda: iPad di lusso ricoperti di Swarovski e occhiali per la realtà aumentata, per cominciare. Eppure il Pitti Uomo di quest’anno ha lasciato ben poco spazio all’innovazione digitale. Se da una parte era giusto lasciare la scena alle collezioni, forse si poteva fare di più sul lato tech. Manichini intelligenti, installazioni touchscreen e RFID sono stati tra gli assenti di prestigio della 4 giorni e la speranza è che, già nell’edizione di gennaio 2014, i brand possano dedicare quelle stesse soluzioni destinate ai propri punti vendita anche ai buyer e agli addetti di settore. Il Pitti è una vetrina internazionale per esaltare il brand a tutto tondo e non sfruttare al meglio questa preziosa occasione significa sprecare davvero un’interessante opportunità per fare branding (e non solo). Peccato.




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