Forum Retail & GDO 2012 | parleremo di social media, mobile e business intelligence

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Tutto pronto la dodicesima edizione del Forum Retail & GDO, la più importante fiera italiana dedicata alle tecnologie per il punto vendita, i beni di largo consumo e la grande distribuzione organizzata.  Continua a leggere




Big Data Business Discovery | il white paper sulla nuova BI infocube-less

La business intelligence non è un fatto tecnologico, ma un approccio mentale al business.


Più volte sul blog abbiamo affrontato con Giorgio Moresi il tema della business intelligence, oggetto dell’intervento del nostro esperto di Bi all’EMC Forum, di cui Xenesys è Gold Sponsor per l’edizione 2012. Partendo da una prima definizione metodologica per poi arrivare a parlare dell’in-memory computing e della gestione della conoscenza in azienda. Sin dall’inizio di questo percorso di approfondimento, ha cominciato a prendere forma un nuovo approccio metodologico alla BI, che tiene in considerazione le evoluzioni tecnologiche e i big data, configurando così una business intelligence dinamica e capace di offrire al management risposte istantanee a domande totalmente libere.

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Affrontare il tema del big data business discovery richiede la capacità di bilanciare in modo adeguato competenze tecnologiche, conoscenza di modelli di business e organizzativi, conoscenze di ergonomia informativa. In altre parole, occorre affrontare il tema della gestione dell’informazione nelle organizzazioni secondo prospettive olistiche. Questo è l’impianto concettuale su cui si basa la BI proposta da Giorgio Moresi, trattata con ampiezza nel suo white paper Big Data Business Discovery“, disponibile per il download gratuito in modalità Pay With a Tweet.



L’autore pone in relazione gli assiomi su cui si fonda la nuova business intelligence con le potenzialità offerte dalle nuove tecnologie big data (più propriamente, delle tecnologie DW/DBMS), analizzandone le relazioni profonde sotto il profilo sia concettuale che tecnico.L’obiettivo è la realizzazione di sistemi che presentino alto valore aggiunto sia nelle modalità di gestione del patrimonio informativo dell’organizzazione – sia privata che pubblica -, che nella navigazione creativa dei dati stessi, cioè della loro esplorazione totalmente libera e priva di vincoli strutturali che ne limitino le potenzialità.

All’interno del white paper, inoltre, vengono definiti due modelli per la valutazione e il benchmark degli appliance DW/DBMS: un modello di comparazione concettuale (4D Evaluation Model©) e un modello di comparazione tecnologica (A-W Appliance Evaluation Map©). È in quest’ambito che vengono discussi i criteri di organizzazione e compressione delle basi dati utilizzati dagli appliance, fornendo uno schema di comparazione che va oltre il tradizionale approccio basato sulla sola velocità di reperimento dei dati.

La BI presentata da Giorgio Moresi, quindi, si basa sulla possibilità di dare risposta a sempre nuove domande di business (answers to unpredictable questions), dando vita a sistemi di BI dinamici, vicini alle esigenze aziendali e gestibili dai responsabili ICT sulla base di adeguati criteri enterprise, con soluzioni indipendenti dal volume dei dati trattati e adatti anche alle esigenze di organizzazioni che dispongono di volumi di dati significativi ma non propriamente grandi.

Per un approfondimento dettagliato di questi contenuti, è possibile acquistare l’ebook di Giorgio Moresi su Amazon a soli 9,99€.

Buona lettura a tutti!




Il sistema di BI | progettazione e gestione della conoscenza

 Il sistema di BI | progettazione e gestione della conoscenza

In un nostro recente post, abbiamo discusso di come oggi contesti di business dinamici richiedano risposte altrettanto dinamiche. A tale scopo emerge la necessità di un nuovo modo di pensare e progettare i sistemi di Business Intelligence, in modo che siano in grado non solo di processare una grande quantità di dati, ma anche di offrire un nuovo approccio metodologico di knowledge management.
 

L’impostazione secondo noi vincente mette in relazione funzioni aziendali (vendite, marketing, finanza, controllo di gestione, personale, ecc.) che generalmente, all’interno di un’azienda, vivono di vita propria. Questo perché l’impostazione funzionale (e anche tecnologica) di ciascuna area si è sviluppata in tempi diversi e allo scopo di rispondere a esigenze differenti. Per di più i sistemi informatici, non solo di reporting, in uso nelle diverse aree sono basati, nella stragrande maggioranza dei casi, su tecnologie eterogenee. Quello che manca oggi è, dunque, una visione unitaria dal punto di vista funzionale e tecnologico delle varie aree aziendali, giustificata nella pratica dalle complessità che ognuna inevitabilmente comporta al momento della sua introduzione nell’impresa. Questo è particolarmente vero per le imprese a rapida crescita, dove la tempestività nell’azione è un elemento fondamentale.
 

Knowledge Information Flow
 

La tendenza nelle aziende, oggi, è quella di privilegiare la dimensione operativa dei sistemi enterprise, come il Customer Relationship Management (Commerce), l’ERP System Management (Operations) e il Web Network Management (Marketing), trascurando spesso, o quasi sempre, la dimensione strategica. È come se chi opera in ciascuna area  agisse autonomamente, preoccupandosi solo di stabilire canali di trasmissione dell’informazione tra mondi diversi.
 

La tecnologia informatica ha operato molto sul concetto di comunicazione tra applicazioni, concependo architetture finalizzate al superamento dei cosiddetti “silos informativi”, ovvero aree contenenti informativa aziendale isolata, e portando a rilevanti investimenti sul fronte degli interscambi informativi basati sui protocolli SOAP e sulle architetture SOA. Ciò che si è creata, quindi, è una visione piatta dell’intero sistema informativo, dove tutto parla con tutto di qualsiasi cosa, come se la capacità di interscambio dell’informazione elementare costituisca di per sé la soluzione conclusiva al problema della razionalizzazione della conoscenza presente in azienda. Il risultato è una comunicazione superficiale basata più sulle esigenze operative che sui contenuti informativi.
 

Un nuovo modo di concepire la Business Intelligence
 

Generalmente la BI viene vista come la punta di una piramide informativa all’interno dell’azienda, oppure come un processo parallelo alimentato dai sistemi operativi aziendali. Quello che è opportuno concepire è una visione costituita dalla totale integrazione tra il sistema di monitoraggio e di controllo aziendale e i sistemi operativi, ovvero una concezione della BI come sistema informativo autonomo, che riceve e trasmette informazione ai software applicativi, attuando appieno il concetto di “motore di trasformazione di dati in conoscenza“.
 

Progettare un nuovo sistema di BI, che non è da intendersi come sinonimo di controllo di gestione o ERP, significa realizzare un sistema software autonomo in grado di adattarsi al mutamento alla stessa velocità dell’azienda, e anzi, anticiparne virtualmente i mutamenti così da consentire al management la valutazione di scenari di decisione alternativi. In sostanza, si costruiscono dei modelli virtuali di business che utilizzano scenari what-if (strumento operativo e concettuale usato per valutare l’azione del management in funzione del mutare dei parametri sensibili all’interno di modelli limitati), coordinandoli tra loro e gestendo relazioni complesse tra questi, fornendo risposte a domande che mutano continuamente. Quello che configura, quindi, è una netta separazione tra sistemi, che agiscono in parallelo e si integrano continuamente: quello ERP, che consente all’azienda di operare, produrre e vendere in modo razionale ed economico, quello BI, che consente al management di governare l’impresa.

 

Giorgio Moresi | Top Client Solution Manager & BI Managing Director




Roambi | la business intelligence a portata di app

Il modo di concepire il business in azienda muta con rapidità, incoraggiando le imprese all’adozione di tecnologie innovative in grado di garantire alti livelli di efficienza, ma anche nuove modalità operative in crescente diffusione, come la consumerizzazione IT.
Ecco così che i concetti di Business Intelligence e BYOD acquistano un valore centrale per le aziende. Non solo trend di mercato, ma asset di importanza strategica: analizzare e interpretare correttamente i dati è vitale per prendere decisioni coerenti, ponderate e lungimiranti; allo stesso modo, gestire con intelligenza l’uso da parte dei dipendenti dei dispositivi personali in contesti e a scopi lavorativi trasforma un potenziale rischio in un vantaggio.
 

Una delle soluzioni più famose e performanti che mette la BI su qualsiasi dispositivo mobile in sicurezza e pieno controllo viene dalla Califoronia e si chiama Roambi. Le sue applicazioni gratuite, Roambi ES4 e Roambi Flow, trasformano i dati di sistemi BI in cruscotti grafici per iPhone o iPad.
 

 
Roambi ES4 è la soluzione server sicura e scalabile che consente di trasformare i  report aziendali e i dati provenienti da qualsiasi sistema di Business Intelligence, cubi data warehouse, fogli di calcolo e altro ancora, in analisi approfondite che possono essere istantaneamente inviate a qualsiasi iPhone e iPad. Una dashboard grafica e intuitiva consente di accedere rapidamente alle informazioni più aggiornate, aiutando il management e la forza vendita a prendere le decisioni giuste in qualsiasi momento e luogo. La massima integrazione con tutte le maggiori suite di Business Intelligence, come SAP, IBM, Microsoft e Oracle, e con soluzioni CRM e database, ne fanno lo strumento ideale per il decision-making in mobilità.
 

Roambi Flow, invece, è l’applicazione per la pubblicazione di dati che impagina  e condividere le elaborazioni di BI che effettua Roambi in modo istantaneo e sicuro, tramite presentazioni interattive e pubblicazioni. Sviluppato specificatamente per l’iPad.
 

Roambi ha, in sostanza, reinventato le applicazioni mobili rendendole su misura per il mobile, consentendo ai professionisti di prendere decisioni anche mentre sono in movimento.

 

Giovanni Cuccuini | Public Relations Specialist




In-memory computing | nuove risposte alle nuove domande di business

Business Intelligence 373x500 223x300 In memory computing | nuove risposte alle nuove domande di businessIn questi anni si è assistito gradualmente a una deriva del concetto di Business Intelligence, dove spesso l’approccio tecnologico ha prevalso sulla definizione del modello del business e sulle esigenze e finalità del management. Il vero punto cruciale nell’implementazione dei sistemi di BI, invece, è l’organizzazione dei dati per rispondere a domande ricorrenti: il software di BI deve agire come strumento in grado di fornire tali risposte.

Ora pensiamo a come normalmente, oggi, viene progettato un sistema di BI: si analizzano i dati, si individuano le domande cui il sistema dovrà rispondere, si progetta – e realizza – la base dati, si disegnano report e videate. Tutto ciò sembra molto ovvio e ragionevole, ma ci siamo posti le domande giuste? Perché vogliamo realizzare il sistema BI? Quali sono i veri obiettivi di business? Dove siamo ora e dove vogliamo arrivare?

Non ci possiamo accontentare di risposte che già conosciamo, ma dobbiamo essere in grado di comprendere lo stato e l’evoluzione del nostro business, ponendoci domande che scaturiscono dall’analisi stessa dei dati. E’ da qui che comincia la nuova BI: dall’assenza di vincoli strutturali del sistema, dalla navigazione ed elaborazione totalmente libera e dinamica del patrimonio informativo disponibile, dalla realizzazione di soluzioni che superino un concetto considerato pietra miliare della Business Intelligence: l’infocubo.

I nuovi motori BI in-memory hanno la capacità di gestire grandi volumi di dati fornendo risposte istantanee a domande totalmente libere (answers to unpredictable questions) e questo grazie alla potenza elaborativa e alla capacità di compressione delle basi dati originali. Le elaborazioni, siano esse consuntive o predittive, avvengono in real-time, elaborando dati elementari: questo evita la creazione di ridondanze o di strati di aggregazione intermedi nel sistema BI. Il sistema contiene, quindi, tutta l’informazione necessaria, dalla massima sintesi al massimo dettaglio: non è necessario accedere ai sistemi di base per esplorare l’informazione elementare. All’aumentare delle dimensioni di analisi, le prestazioni restano inalterate o migliorano in modo sostanziale, in funzione della tecnologia utilizzata; la metodologia di sviluppo è tipicamente decision-oriented, con conseguente forte compressione dell’effort di analisi e di sviluppo. Molti pensano che la tecnologia in-memory costituisca unicamente un acceleratore delle soluzioni BI tradizionali. Nonostante ciò, utilizzarla solo a questo a scopo significa non averne compreso appieno potenzialità e nuove possibilità.

Contesti dinamici richiedono risposte dinamiche e totalmente libere. Il superamento del concetto di infocubo non è solo una moda, ma il punto di base per la realizzazione di sistemi di Business Analytics (più correttamente, di Business Discovery) che rispondano a logiche reali di business, riducano i tempi di implementazione e garantiscano qualità ed evolvibilità del sistema BI nel tempo, nel rispetto degli investimenti effettuati. In sintesi: permettono di pensare in modo nuovo, fornendo nuove risposte a nuove domande di business.




Pensieri BI | definizione di una metodologia strategica

BI definizione metodologia strategica 300x295 Pensieri BI | definizione di una metodologia strategica

Quando l’esperienza e la capacità analitica di esperti raggiunge un punto ideale di massima tensione, si generano pensieri e considerazioni più profondi e lungimiranti su modelli e approcci da utilizzare.

Sono nate così le riflessioni di Giorgio Moresi, uno dei massimi esperti in Italia di Business Intelligence e direttore BI di Xenesys.

Questo è il primo di una serie di contributi di Giorgio sul tema, che seguiranno nelle prossime settimane e che cercheranno di fare chiarezza su una filosofia tecnologica complessa e articolata, ma anche ricca di opportunità per coloro che ne sanno comprendere la reale portata strategica.

Che cos’è la Business Intelligence?

“Per Business Intelligence si intende un insieme di processi aziendali per raccogliere e analizzare informazioni strategiche; la tecnologia utilizzata per ottenere questi processi; le informazioni ottenute come risultato di questi processi.”
Hans Peter Luhn, ricercatore IBM, 1958

La gestione della conoscenza nelle organizzazioni complesse costituisce da tempo uno dei più rilevanti rami di ricerca e innovazione in ambito informatico. La sua evoluzione è stata per lo più affrontata in termini tecnologici, ritenendo che fosse sufficiente consentire l’interazione tra le informazioni per realizzare sistemi ad alto valore aggiunto, capaci di dominare la conoscenza presente nell’organizzazione e finalizzando quest’ultima a obiettivi strategici e operativi. In questo contesto, l’illusione di efficienza è data dal fatto che, con l’informatica, è possibile ottenere risposte a domande altrettanto semplici, dove la complessità sta solo nella dimensione dei grandi volumi gestiti e non nell’intelligenza del modello gestito.

Affrontare il tema del knowledge management significa, quindi, affrontare la questione della gestione dell’informazione nelle organizzazioni, un campo di ricerca non solo appannaggio di informatici, ma anche (e soprattutto) di architetti della conoscenza che aiutano le imprese a costruire percorsi di consocenza non tradizionali e a interpretare i dati in modo nuovo. In sintesi, forniscono strumenti concettuali, tecnologici e operativi basati su nuove logiche per meglio gestire il business aziendale.

Ecco alcuni quesiti di base per comprendere meglio la filosofia che sottosta la Business Intelligence:

  • Chi la usa? Tutti coloro che in un’organizzazione necessitano di informazioni per prendere decisioni.
  • A cosa serve? Per conoscere la realtà in cui si muove l’organizzazione e disporre di una base informativa sufficiente per condurla razionalmente e coerentemente nella direzione strategica desiderata.
  • Quali strumenti utilizza? Estrattori di dati, analizzatori statistici, dashboard, report, qualsiasi strumento in grado di reperire ed elaborare informazioni sul funzionamento e sui risultati conseguiti dall’organizzazione e di proiettarli nel futuro.
  • Come si misurano i risultati? Valutando il valore aggiunto creato nell’organizzazione dalla conoscenza di informazioni di complessità e numerosità tale da renderne impossibile l’analisi effettuata su basi soggetive.
  • Quali benefici? La conoscenza e la capacità di assumere decisioni su basi oggettive, con consapevolezza e raziocinio. Non si delega la strategia alla tecnologia, ma le persone mantengono piena autorevolezza decisionale, delegando agli strumenti informatici solo gli aspetti legati al calcolo e alla raccolta dati.

 




ActivatED | Consorzio MPS racconta Xenesys e la BI di Qlikview

Ecco la seconda video case history del progetto ActivatED. Dopo Carapelli Firenze è il turno del Consorzio Operativo Gruppo Montepaschi raccontare la sua esperienza con Xenesys e con la Business Intelligence firmata Qlikview.

“La rapidità con cui cambiano gli scenari economici attuali impone agli strumenti di bi enorme flessibilità e rapidità. Xenesys in pochi giorni ha creato per noi un cruscotto in linea con questo requisito.”
Filiberto Rossi, responsabile controllo di gestione

L’azienda

Consorzio Operativo Montepaschi è il centro di sviluppo e gestione dei sistemi informatici e di telecomunicazione del Gruppo Monte dei Paschi di Siena. Il Consorzio opera con una capacità di elaborazione complessiva di circa 33.500 MIPS (Million Instruction Per Second) attraverso cinque unità operative in tutta Italia e oltre 2.900 addetti. Le attività principali a favore delle società consorziate riguardano principalmente la manutenzione ed evoluzione del sistema informativo, la gestione del back office amministrativo dei processi bancari e le attività relative ai servizi generali quali commessi, centralinisti e portieri.

L’esigenza

A seguito dell’introduzione del nuovo software per il controllo di gestione, il Consorzio si è trovato impossibilitato nell’utilizzare il sistema di reportistica operativa e direzionale sviluppato sui dati presenti nel precedente sistema. L’implementazione del modulo per la business intelligence dell’ERP in uso avrebbe richiesto un impegno di risorse e un tempo troppo lungo rispetto alle esigenze della direzione. Da qui, è nata l’esigenza di accedere ai dati presenti sul gestionale (e su alcuni sistemi a corredo) con uno strumento unificato che fosse di veloce implementazione.

L’implementazione

Xenesys ha realizzato un cruscotto direzionale di business intelligence su tecnologia Qlikview, che permette di interrogare un sottoinsieme di dati presenti sul gestionale e integrati con altre fonti (database Oracle e file Excel) tramite un connettore. Mediante questo connettore, i dati sono stati estratti e modellizzati insieme a quelli provenienti dalle altre fonti. Partendo da un modello logico condiviso, il cruscotto, destinato all’alta direzione, permette di effettuare delle analisi spot utilizzando il modello informativo definito.

I benefici

Il progetto, realizzato in brevissimo tempo e con risultati impeccabili, ha permesso di analizzare alcune informazioni fondamentali per il Consorzio (uno per tutti il budget) mediante un’interfaccia semplice e intuitiva, rispondendo in pieno ai problemi evidenziati. Inoltre, lo strumento messo a punto permette, una volta definito un modello consistente, di effettuare delle analisi dinamiche definite dall’utente, seguendo percorsi logici esplorabili, senza la necessità di modellarli preventivamente.

Alle prossime settimane con nuove video case history ActivatED. Stay tuned!